Lindt : la leggenda del cioccolato per il vostro San Valentino

Che il cioccolato in Svizzera sia da più di 200 anni molto più di una dolce tentazione non sorprende affatto.

Molti sono gli ingredienti che si trovano al suo interno, non ultimi un grande spirito inventivo, il gusto per la qualità, il duro lavoro e un particolare senso del divertimento e della bella vita, tipici di questo luogo.

Tuttavia il cioccolato non nasce in Europa, e nemmeno le fave di cacao.
Gli Aztechi bevevano cioccolata calda già agli inizi del 14esimo secolo.
Si dice che fosse amara e speziata, o almeno questa è l’opinione di Hernán Cortés che trasportò il cacao per tutto l’Atlantico intorno al 1520.
Molto presto la cioccolata fu resa più raffinata presso la Corte di Spagna, grazie all’aggiunta di miele, zucchero, vaniglia e cannella che la fecero diventare più dolce e amabile.

Fu grazie all’amore che la cioccolata raggiunse le altre corti europee: quando Anna, Principessa di Spagna, sposò Luigi XIII, la cioccolata arrivò alla Corte di Francia, con grande gioia di tutta Versailles.
In men che non si dica si diffuse in tutte le corti reali d’Europa, e tutte le persone più rispettabili la bevevano.

Molti compresero che la cioccolata avrebbe potuto diventare qualcosa di più di una semplice bevanda.
Fu così che pasticceri e Chef in Italia, Belgio, Germania, Olanda e Svizzera accettarono la sfida.
E iniziarono a tostare, macinare, mescolare, aggiungere, cuocere, scaldare…

 

 

 

 

 

LINDT : l’azienda

Era il 1879.
Rodolphe Lindt, figlio di un farmacista bernese, voleva produrre cioccolato.
Sapete com’era il cioccolato a quel tempo?
Duro: duro da lavorare e duro da mangiare.
Ottenere un cioccolato morbido? Piacevole? Una gioia per i sensi?
Tutto questo era semplicemente impensabile fino a quando, una sera … Fermi, fermi, partiamo dall’inizio.
Rodolphe Lindt era un pasticcere. Amava la bella vita e voleva creare un cioccolato che fosse gradevole al palato.
Comprò una vecchia fabbrica con macchinari antiquati, cosa che sorprese non poco la società bernese.
Ma Rodolphe non si scoraggiò. Condusse parecchi esperimenti, inizialmente con scarso successo: sopra al cioccolato si formava uno strano strato bianco. Questa volta la società Bernese fu letteralmente scioccata.
Fu il fratello Auguste, farmacista come suo padre, ad analizzare lo strato bianco e a scoprire che si trattava di grasso cristallizzato, assolutamente innocuo. Gli esperimenti andarono avanti.
Rodolphe aggiungeva altre fave, cuoceva il burro di cacao (cosa mai fatta prima), lavorava sulla ricetta, provava. Ma niente di quello che faceva gli permetteva di avvicinarsi all’obiettivo.

Ottenere un cioccolato fine era davvero impossibile?
Finché arrivò quel venerdì sera. Rodolphe lasciò la fabbrica prima di aver terminato il suo lavoro e, soprattutto, senza aver spento le macchine.
Fu la fretta? Fu un presentimento o solo un piccolo atto di sfida?
Non lo sappiamo.
Ma la macchina continuò a lavorare per tutto il fine settimana.

Quando il lunedì successivo entrò in fabbrica, Rodolphe fu accolto da un profumo meraviglioso.
Non solo la massa di cioccolato non era bruciata, ma era diventata lucida ed aveva un aspetto delizioso.
Non appena lo assaggiò, fu una rivelazione: ecco il cioccolato che si scioglie in bocca!
Rodolphe era al settimo cielo.

Alcuni dei prodotti Lindt