La parte gli angeli

La parte gli angeli, storia di un whisky leggendario  

 

Il Port Ellen conservato nell’Enoteca de La Grande A è una bottiglia a tiratura limitata con 37 anni di invecchiamento, distillata nel 1978. Ne esistono 2.940 esemplari al mondo e già la sola bottiglia chiusa emana un aroma d’altri tempi, che rimanda al clima ventoso Highlands ed alle sue botti impregnate di odori marini. E di una storia senza eguali.

Nei paesi britannici la chiamano angel’s share.

La parte degli angeli.

Vale a dire quella parte di whisky che, durante il processo di maturazione, evapora dai barili di legno.

E sale verso il cielo.

Basta questo per comprendere appieno il valore storico-culturale e la devozione riservata a questa antica bevanda dai popoli di Albione e, di conseguenza, da tutto il globo. Un esempio su tutti: nel 2012 il pluripremiato regista Ken Loach realizzò un film di buon successo (che vinse anche il Premio della Giuria al Festival di Cannes) che proprio di questo tema trattava, intitolato, manco a dirlo, La parte degli angeli.

Ammesso che si possa fare una classifica, di sicuro gli angeli sopra a Port Ellen, nell’isola scozzese di Islay, sono da ritenersi tra i più fortunati. Lì, nel 1821, venne fondato l’omonimo villaggio e, qualche anno più tardi, la distilleria destinata a diventare la culla di uno dei prodotti più gloriosi di sempre.

 

Una vera e propria saga si sviluppa attorno alla distilleria di Port Ellen, attraversando i secoli. Dall’avvento dell’innovatore John Ramsay, che nel 1832 inizia a gestirla insieme ai cugini John e Thomas Morrison, esportando per primo lo Scotch Whisky verso gli Stati Uniti, fino all’avvento del figlio Iain, che dopo la sua morte subentra nel 1906. Durante il periodo delle restrizioni, dalla Grande Guerra al Proibizionismo, il business deve lottare in maniera strenua per sopravvivere. Ramsay vende la proprietà e i beni nel 1920.

La distilleria di Port Ellen diventa una delle tante vittime della Grande Depressione del 1929.

Diverse altre peripezie, poi, ne segnano i periodi successivi: prima utilizzata come maltaggio e magazzino, poi, dopo ben 37 anni, The Distillery Company Limited decide di riportare Port Ellen in attività. La ricostruzione inizia nel 1966, ma nel 1983 ecco un’altra chiusura poi, nel 1987, la firma del Concordato delle Distillerie di Islay, un accordo che tiene in vita il centro di maltaggio, il Port Ellen Maltings. E che sancisce il valore inestimabile di uno degli scotch più ricercati del mondo, ancora oggi e per chissà quanto tempo a venire.

Gli angeli, su nel cielo di Scozia, ne saranno sicuramente contenti.